Logo principale Atti Musicali Logo

Atti Musicali, conclusioni

Mi ha sempre affascinato il termine "uscire" e il modo con cui viene utilizzato nel nostro modo di vivere. In particolare, viene utilizzato per indicare un momento che ha a che fare con il divertimento. Divertimento qui è utilizzato nella sua accezione più profonda, andando a porre al centro la sua matrice fondamentale dal termine latino "divertere", cioè "deviare", "volgere in altra direzione".
Atti Musicali 1
Ma già l'eco di questo più profondo significato può essere osservato nel termine già sottolineato di "uscire". Perché utilizziamo questo termine? Sicuramente non possiamo ricercarne la causa in termini per così dire "spaziali": tranne certi casi, noi siamo sempre fuori, usciamo sempre da un luogo familiare.
Atti Musicali 2
Così, mi piace pensare che quell'"uscire" sia un modo per indicare la necessità di andare fuori da una monotonia che, in un modo o nell'altro, annega le nostre vite: a prescindere da quanto tu possa "essere sempre fuori", avrai sempre bisogno di "uscire".
Atti Musicali 3
Ora, il principio di "uscire per divertirsi" è ampio e malleabile, racchiude una infinita quantità di ragioni e di interpretazioni diverse, perlopiù inconsce. Possono essere essenzialmente interne, cioè intrinseche della vita dell'individuo, oppure esterne cioè dipendenti dagli altri, da condizioni e condizionamenti sociali.
Nel momento dedicato al divertimento risulta centrale il ruolo della musica. La musica si configura come il centro di gravità permanente attorno al quale vengono attirate tutte le diverse motivazioni, e si raggruppano, seguendo il loro corso naturale. La musica è quindi il fulcro delle intenzioni. Luogo dedicato alla musica è il locale. Le diverse intenzioni creano le diverse aree del locale, già esplicitate nello scorso articolo.
Atti Musicali 5
Due sono principalmente le situazioni che vorrei analizzare. La prima riguarda la Jam domenicale della Corte. Il pubblico della Corte dei miracoli si spalma su due zone, divise da una porta rossa. Fuori dalla porta troviamo perlopiù persone disinteressate alla musica, e che l'esigenza di divertimento si slega dall'atto musicale in sé. La musica in questo caso fa da pretesto, più che da fine.
Atti Musicali 6
All'interno troviamo invece un coinvolgimento particolare: lo spazio angusto permette una concentrazione e immersione molto profonda nell'atto musicale. L'immersione collettiva permette di restituire al pubblico e ai musicisti una situazione particolarmente autentica, confermata totalmente nelle interviste da Cosimo e Arturo: entrambi ci hanno tenuto a esprimere come la Corte sia un luogo raro e prezioso a Milano.
Atti Musicali 7
Nella sala interna si costruisce quindi un gruppo. Ciò che forse uniforma il gruppo non è quindi il motivo della presenza ma la sincerità. La sincerità fa da collante, da elemento intersoggettivo. La sincerità è gentilmente permessa ed espressa dal musicista, il quale sta porgendo tutta la sua interiorità al pubblico, attraverso i suoni.
Atti Musicali 8
L'elemento della sincerità rimane centrale anche nelle interviste, in particolare nell'intervista di Cosimo. Questa sincerità permette un rapporto segreto tra musicista e pubblico che, in quanto tale, è tanto noioso quanto più viene rivelato: tutti noi sappiamo cosa succede, ma tutti noi è meglio che non lo riveliamo, perché vogliamo che continui.
Atti Musicali 9
Tale intesa permette una connessione anche interna tra i musicisti della Jam session, che tendenzialmente non si conoscono o si conoscono poco, come hanno voluto dirci sia Arturo che Cosimo nelle interviste: il nucleo espressivo che permette la sincerità deve qui trovare la combinazione esatta tra le intenzioni dei musicisti stessi, restituendo però l'emozione con una forza espressiva ancor maggiore.
Possiamo abbozzare una risposta, alla prima domanda, cioè che cosa senti durante la performance?: Il musicista esprime se stesso nella maniera più immediata possibile tramite la sincerità.
Esiste però un ulteriore movimento, potremmo dire un movimento "di restituzione": il pubblico non si limita a ricevere e godere passivamente dell'espressione musicale, ma tende a voler comunicare il proprio godimento, a voler restituire, appunto, almeno un po' di quello che si è provato. E questo tipo di movimento ci è stato del tutto confermato da Cosimo, che ci ha spiegato perfettamente il rapporto tramite l'analogia "galante".
Atti Musicali 11
Possiamo allora rispondere anche alla seconda domanda: che ruolo gioca il pubblico durante la performance? Il pubblico restituisce l'emozione espressa, permettendo uno scambio continuo e "silenzioso", cioè non esplicitato.
È stato interessante applicare queste osservazioni anche ad una situazione musicale completamente diversa rispetto alla Corte: il concerto del primo maggio al NAMA. Se alla Corte gli spazi sono angusti, in questo caso lo spazio è esterno e molto grande ed ha come fulcro il palco che si affaccia su un piccolo anfiteatro.
Atti Musicali 12
Questo fulcro è il luogo centrale dove si ascolta e si gode della musica, ma attorno a questo orbitano molti gruppi, molte altre situazioni che utilizzano quel suono come elemento contestuale: quella sincerità, o quel tentativo di comunicarla forse li raggiunge, ma è secondaria rispetto ad un altro interesse.
In ogni caso, le interviste hanno confermato gli elementi osservati alla Corte. La sincerità si è anche qui rivelata elemento centrale dell'intera esperienza musicale e la restituzione del pubblico come dato essenziale per la buona riuscita della performance. In particolare Samuele ci ha rivelato l'importanza della dimensione del ballo, quando i movimenti diventano manifestazioni di questa intesa intersoggettiva: quando suona con la sua band spesso scende dal palco, creando un'unione ancora più diretta e immediata con il pubblico. La comunicazione diventa così immediata: non c'è più il palco, siamo tutti insieme.
Atti Musicali 13
Quest'ultimo elemento ci può spingere alla risposta della domanda centrale del progetto: che cos'è la performance? La performance è il nucleo espressivo, in continuo scambio tra produttore e consumatore musicale.
Ma proprio questo scambio rivela la dimensione più profonda della performance musicale, essa infatti non si limita all'esecuzione emozionata ed emozionante del musicista, ma ingloba tutti i coinvolti: noi tutti siamo la performance, e noi tutti siamo emozionati e noi tutti emozioniamo. Non riveleremo mai il segreto, perché questo ci permette di essere un noi, un sacro e intoccabile noi.