parte due

Davide Sanua, detto anche Davidero, Davidonzolo, Basilio, Dru e Federico il Saggio, nacque a Roma un po’ di tempo fa, ma nemmeno così tanto. Chi è non lo sa nemmeno lui, forse per mantenere una certa aura di mistero: si può dire che ci sia riuscito. Colleziona corni di rinoceronte e più volte è sceso a compromessi, soprattutto al mercato del giovedì, dove ha barattato un corno per una zucchina gigante di cui ancora oggi non sa che farsene. Saltuariamente dipinge quadri surrealisti, ma solo di martedì e solo se il barometro segna bel tempo. Nel tempo libero addestra formiche per la corsa ad ostacoli e ha brevettato il primo ombrello per calamari. Inquadrato il personaggio?


Gianluca Guazzarotto è stato un filantropo attivo in numerosi campi, specializzato in nessuno. Dopo essere stato cacciato dal realvisceralismo per eccesso di visceralità, ha brevettato protesi per compensare la bassa statura e un corso universitario di trucchi magici per nascondere la calvizie. La vita di questo sfuggente tuttofare non è stata lineare: morto e risorto più volte, si dice che il primo decesso sia avvenuto in tenera età per troppa coscienziosità. Tutto ciò che da lui verrà scritto è quindi considerabile, di fatto, l’opera postuma del suo fantasma. Autore de «L’ermeneutica del cavallo», il capolavoro di una vita – 1578 pagine di saggio-fotografico-romanzesco che mescola sapientemente il peggio di Proust, Kafka e Céline –, vince un prestigioso premio al torneo di burraco del suo paese natio, Robusse, dove il tomo viene usato come fermatavolo, ottenendo il plauso della critica. A seguito dell’estenuante stesura, muore a soli 15 anni, esanime. Dopo anni di sparizioni e resurrezioni, alcuni giurano di averlo avvistato nei pressi della città messicana di Quauhnahuac, nel Giorno dei Morti, con una bottiglia mezza vuota di mezcal in mano e un sombrero più grosso di lui in testa. Chissà dove andava.

Ciao, sono Margherita, sono capitata qui per caso, studio medicina, vi prego salvatemi, e in questa rivista mi occupo di scrivere articoli, se è uno scherzo non fa ridere, correggo le bozze, sono tutti antipatici e disperati, e curo le recensioni hot. Non so quanto ancora potrò resistere, ho fatto il liceo classico, fate qualcosa per me, e sono appassionata di musica, se scappo questa gente non sopravvive, in particolare classica e jazz. Trovate un modo per distrarli, non lo so, mi piace la cucina, distraeteli dalla mia presenza, amo la natura, tanto non hanno memoria a breve termine, e adoro quando queste due cose si uniscono: la cucina vegetariana! Se mi allontano mentre sono distratti, probabilmente non se ne accorgeranno mai. Mi piace anche la fotografia e la vita, in generale, mi sorride, quando non lavoro per la rivista (Nimanì rivista).