La Prima Epoca del Grime

LA PRIMA EPOCA DEL GRIME

1. DOVE TUTTO PARE ESSERE MORTO

La periferia è spesso stato l'epicentro di nuovi movimenti culturali e musicali, dando vita a metodologie espressive per chi, sentendosi oppresso, doveva farsi largo da sé. Ed è in questo contesto che il Grime nasce e si sviluppa; dove il quartiere, grigio e tenebroso, non sembrava dare alternative ai suoi abitanti e dove il sentimento di rivincita era più palpabile che mai. Laddove tutto pare(va) essere morto, nasce un movimento che rivoluzionerà la scena musicale inglese e non solo.

Ci troviamo nella zona Est di Londra, tra la fine degli anni '90 e l'alba del nuovo millennio. Oltreoceano, la scena Hip Hop americana e i suoi MC avevano raggiunto successo e fama globali, dando vita a rivalità storiche e a tracce che sono tuttora dei culti, lasciando spazio ai rapper in quanto singoli o come collettivo, come poeti di strada o gangster spietati, amati dall'underground e odiati dai media.

Negli UK il rap in quanto genere e l'Hip Hop come movimento non erano ancora riusciti a sfondare, non trovavano terreno fertile nei club e nel mondo dei giovani, intenti a seguire la competizione (sicuramente non sanguinolenta come quella americana) tra le band Britpop. A portare una ventata di novità all'interno di un ambiente tanto arido sono dei ragazzini, spesso giovani e poveri, a cui piace smanettare sulle tastiere, in casa o alle feste.

2. SI CANTA

L'emancipazione dell'MC da mero presentatore a protagonista delle serate giocò un ruolo fondamentale per la nascita del Grime. Il genere prende vita da ragazzi arrabbiati contro la società a causa delle condizioni dei quartieri in cui sono costretti a vivere e delle poche possibilità che il governo inglese gli conferisce per migliorare i loro prospetti futuri. Questo senso di abbandono si tramuterà in liriche aggressive, scomode e non sempre politically correct all'interno delle tracce.

Il Grime, così come la Dubstep, radica le origini del suo sound nella cultura dance inglese, attingendo dallo UK Garage: ne prendono i beat e li rallentano, li rendono più dark e li connotano di un'aggressività inaudita fino a quel momento. I suoni metallici regnano e dominano tutte le strumentali, si sposano perfettamente con la rabbia fredda e cinica degli MC, caricando tutti i pezzi di una sorta di alone oppressivo e disturbante.

Inizialmente i testi erano leggeri o, meglio, non avevano delle pretese politiche: sembravano più degli esercizi di stile in cui gli MC si lasciavano andare a millanterie fini a se stesse, con un linguaggio ruvido e volgare che non scendeva certo a compromessi di forma e convenzione. Con l'espandersi lento e graduale del genere, questi capirono che potevano effettivamente veicolare dei messaggi più importanti, ora che erano ascoltati sia dal popolo che, soprattutto, dal governo.

Tratto peculiare del genere è il ruolo che giocano i diversi accenti: erano probabilmente lo strumento principale attraverso il quale i rapper potevano chiarire fin da subito da dove provenissero, collocandosi geograficamente e mettendo la propria zona "on the map".

3. LA DIFFUSIONE

Quando le label e le radio nazionali non approvano il tuo linguaggio, il tuo ambiente natio e le tue sonorità, bisogna farsi spazio da sé, cercando vie parallele verso il successo. Così fece il Grime che, seguendo la filosofia del DIY (Do It Yourself), si affidò alle radio pirata come proprio principale metodo di diffusione. Queste tuttavia, soprattutto agli inizi, avevano un raggio d'azione di sole 10 miglia (16,09344 km per i non inglesi)e questo limitava l'espansione del genere.

Ed è qui che gli artisti Grime ebbero un'idea assolutamente originale, forse inaudita: iniziarono con la produzione di DVD e videocassette che documentavano il processo creativo delle tracce, come si muovevano in studio i rapper e, elemento più importante, le battaglie freestyle di questi ultimi. L'improvvisazione era atta ad attaccare l'avversario, a volte anche con colpi che infierivano ferite fin troppo profonde (all'interno del DVD "Risky Roadz" viene addirittura video documentata una rissa tra due freestyler, accesa da una rima troppo spinta).

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Un altro DVD geniale si chiama "Lord of the Mic's": qui le battle sono presentate a mò di videogioco, facendo apparire in sovraimpressione scritte come "Round 1" e venivano presentati i nomi degli sfidanti, separati sapientemente da un "vs" che innalzava il senso di competizione. Tutto epico.

4. LE HIT

I got 21 seconds to flow
I got 21 seconds to go
'Cause if you like me lemme know

Così si presentano al mondo i So Solid Crew, un collettivo numeroso che, per primo, portò il Grime nelle zone alte della classifica UK. Si realizza per loro finalmente il desiderio condiviso con tutti gli altri emergenti e, spesso, vicini di casa: essere in cima, arrivare al successo con un genere che non accetta compromessi, "viscido" e street. Il flow, incessante, si sposa con il sound acuto, metallico e stridulo della strumentale e il ritornello riesce ad essere catchy anche se è super veloce e praticamente rappato.

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Seguì a breve distanza "Know we", la hit dei Pay as You Go Cartel: loro stessi affermano di non essere musicisti e che le loro basi erano di scarsa, scarsissima qualità. Si limitavano infatti a far suonare le keyboards e i loro suoni preimpostati, sperando di trovare la combinazione giusta. Quella volta ci riuscirono.

Nonostante le prime apparizioni nelle radio nazionali e sui mass media, il genere non aveva ancora un nome preciso: così i critici iniziarono a chiamarlo Grime, offendendo, almeno inizialmente, gli artisti. Il termine "Grime" si può tradurre infatti con "Sporcizia", "Sudiciume". Sebbene all'inizio questo denominativo fu visto come un insulto, i rapper iniziarono ad accettarlo e poi ad utilizzarlo.

Ci troviamo nel 2003 quando al Grime viene riconosciuto il suo primo premio di importanza mondiale. Quell'anno un diciottenne, che in arte si chiama Dizzee Rascal, aveva pubblicato un album che avrebbe cambiato il Grime per sempre: "Boy in tha Corner".

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Dizzee incarna l'essenza dell'artista Grime: cresciuto senza il padre in una cittadina a Est di Londra, aveva sviluppato questa passione grazie al suo insegnante di musica a scuola, con il suo aiuto iniziò a creare delle strumentali dal computer della sua cameretta. Il sound Garage non andava tuttavia bene per la sua delivery, e quindi decise di buttarsi sul nascente Grime: qui i beat si sposavano perfettamente con il suo stile di canto crudo, senza compromessi né particolare ricercatezza.

Altri successi e album di culto seguirono, come l'esordio di Wiley "Treddin' On Thin Ice" del 2004 e "In At the Deep End" dei Roll Deep, di cui facevano parte lo stesso Wiley, un certo Skepta e Dizzee Rascal.

5. BOCCHE CHIUSE

Il chaos mediatico colpì l'intero genere nel 2005, anno di pubblicazione di "Pow!" di Lethal Bizzle che, come l'onomatopeico titolo preannuncia, parla di armi, spari, e tutto ciò che fa"Pow!". Questo singolo, un successone, non piacque per niente a David Cameron, politico conservatore di spicco in quegli anni: affermò che la canzone inneggiava alla violenza e all'uso di armi.

Da qui il mondo politico fece di tutto per tappare la bocca a questi ragazzacci e decise di promulgare un modulo che sarebbe stata la condanna definitiva per il Grime: la "form 696". Questa doveva essere compilata dagli organizzatori degli eventi, a cui venivano chieste diverse informazioni su chi si sarebbe esibito, arrivando a chiedere sfacciatamente anche l'etnia dei performer. Cheeky.

Dal momento della censura in poi, il Grime ebbe enormi difficoltà a trovare delle venues per le esibizioni e rischiò, così, di morire. Era necessario reinventarsi, magari scegliendo liriche più dolci e ritornelli più pop, per tornare a piacere a famiglie, bambini e politici. Esemplificativa è la hit del 2008 di Wiley che gli regalò una seconda posizione in classifica nelle charts inglesi: qui l'aggressività Grime sembra essere sparita, sostituita da un testo che inneggia alla vita da party e da una voce femminile pop che appare e scompare, ogni tanto.

Tuttavia, il genere stava lentamente perdendo il proprio sprint e la sua stessa anima: l'autenticità.

6. MORIRE PER RIVIVERE

Conseguenza quasi immediata della perdita di identità del genere fu la delusione dei fan più attempati che non si riconoscevano più in quei sound "poppeggianti" e sempre più lontani dalle loro radici. Accusavano gli artisti di essersi venduti quando invece, oltre ad essere costretti a moderare il loro linguaggio (visto il governo bacchettone), dovevano cercare nuove sonorità originali perché ormai il Grime aveva il naturale bisogno di evolversi.

Per molti anni il genere è tornato ad essere circoscritto in quelle viette in cui era nato, togliendo a molti la speranza di poter sfondare con le loro bars. Da metà del decennio scorso sembra tuttavia essere tornato di moda, grazie alla spinta congiunta di vecchie rocce (Meridian Dan e Skepta tra gli altri) ma anche di nuove leve (come Tinie Tempah) che hanno riacceso le anime degli inglesi. Si è addirittura arrivati a collaborare con artisti del calibro di Drake e Snoop Dogg, uscendo anche dai confini nazionali.

Nonostante gli inizi in salita e una fine burrascosa, il primo Grime è stato in grado di creare una scena underground compatta e ben definita, con i propri valori, principi e obiettivi. Il successo è arrivato per pochissimi, presentandosi inaspettatamente, mentre molti non hanno avuto né i mezzi né la fortuna necessari per uscire dalle barriere della periferia. E.C.