MA CHE SARA' CHE COSA T'OFFRIRA' QUEST'ALTRA STORIA QUEST'ALTRA NOVITA'

5 PASSAGGI DAL GIALLO ALLA PALLOTTOLA SPUNTATA E UN CONSIGLIO INNOCENTE

Capitolo 1: Costruiamo

Costruiamo il nostro detective. Prima di tutto dev'essere colto e arguto; possibilmente d'indole pacata. Di nobile stirpe? Ancor meglio. Che sia poi ben vestito, mi sembra il minimo! Voto in osservazione 10/10. Empatia 10/10. Sofisticatezza? Manco a dirlo, 10/10. E vabbè Galanteria Avanzata e Seghe Mentali ossia Logica… 10/10 con lode e bacio accademico.

Questo il nostro uomo.

Agatha Christie

Poi prendiamo un morto. Creiamo una bella storiella attorno al morto, con tanto di scheletri nell'armadio e insomma vicende poco chiare nel suo passato. Mettiamo dentro un numero adeguato di possibili assassini, ma anche ambigui e loschi figuri innocentissimi, poi i bugiardi, i lacchè, gente impomatata e non, lecchini, ed ecco che il nostro super-Sherlock è pronto a intrattenerci per direi un 300 pagine di puro e classico giallo.

Con grandiosa ignoranza a voi il giallo o poliziesco che dir si voglia anni 20/30. Per intenderci quelli degli Agatha Christie, "Ellery Queen", Dorothy L. Sayers, Margery Allingham and company. Direi buona così, non giudico sia chiaro.

Capitolo 2: Voce ai giudicanti!

C'era qualcosa in questo genere del giallo "tradizionale" che non andava particolarmente a genio a due scrittori destinati a fare la storia di un altro genere, che potremmo definire fratello, o forse pecora-nera della famiglia. Sto parlando di Dashiell Hammett e Raymond Chandler.

Raymond Chandler

Per quanto riguarda il primo potremmo definire la posizione dello scrittore della Marilandia, più che giudicante e sprezzante nei confronti del giallo classico, di neutralità. Come a dire tu fai il tuo, io faccio il mio. Per quanto ne sappiamo su questi non si esprime; fa altro. Hammett senza una vera e propria rivoluzione, ma con uno stile totalmente differente da quello canonico del romanzo giallo, di fatto crea un genere o, quanto meno, inizia a dargli una forma, che porterà alla nascita dei polizieschi o Hard-boiled moderni. È oggettivo, cinematografico, imparziale quasi fosse una macchina da presa.

Non si può certo definire imparziale lo schieramento di Raymond Chandler, che proprio contro gli Agatha Christie di turno e il romanzo poliziesco tradizionale, o meglio, per salvarci da questi, scrive "La semplice arte del delitto".

Dice Chandler a riguardo: "Il principale problema del poliziesco tradizionale risiede nel fatto che per farlo approdare alle rive della perfezione, ci vorrebbe un cocktail di dati che non è tanto facile ritrovare in un singolo scrittore". Detto in parole molto povere, di norma gli scrittori dei polizieschi, quanto meno in certi ambiti, cagano fuori dal vasello, anche a livello stilistico aggiungo. Sempre Chandler continua: "Chi sa impostare trame lucide e solide non è poi in grado di fornire personaggi vivaci o dialoghi brillanti. O manca il senso del ritmo o la profondità psicologica".

Ora non mi metterei qui ad elencare le molteplici gaffe di autori a quanto pare non molto simpatici al nostro scrittore, ma mi soffermerei piuttosto su alcune critiche costruttive. Le lascerò qui come sentenze: "Questo genere di romanzo non solo mostra di non aver imparato nulla ma anche si rivela incapace di dimenticare". E poi ancora: "Le trame di questi romanzi sono troppo ingenue e macchinose, e ignorano tutto di quello che succede a questo mondo. Si sforzano di essere oneste ma anche l'onestà è un'arte." Mecojoni direbbe qualcuno abbastanza infognato in questo genere di cose. Poca innovazione, poco realismo e soprattutto poca onestà.

Chandler scrisse tutto ciò nel lontano 1944. Per intendersi in quegli anni non esisteva ancora il mito del "Che" o che ne so, non era ancora crollato il nazismo. Spoiler: la situazione del romanzo giallo e poliziesco, escluse rare singolarità, che dovrei per onestà intellettuale qui riportare ma che non farò, non è in effetti cambiata di molto.

Ma torniamo a noi…

Capitolo 3: Ricostruiamo (faranno meglio i nostri due americani?)

Philip Marlowe

Allora innanzitutto partiamo come per il giallo, prendendo il nostro o la nostra Detective (meglio in questi frangenti chiamarlo investigatore privato). Poi tutto fa brodo, quindi se ex poliziotto o fuorilegge tanto meglio. D'altronde se sei stato in polizia, qualcosa di sbagliato l'hai pur fatto, sia prima che poi (per quanto riguarda i fuorilegge ho meno certezze) e l'errore fa sempre figo in questi casi.

Tutte le caratteristiche descritte nel capitolo 1 sono assolutamente compatibili, salviamo il salvabile direi. Tuttavia, e c'è un tuttavia, meglio se sedate o mitigate da una qualche dipendenza, tendenzialmente l'alcool. Facciamo che il linguaggio nobile-borghese passi infine ad uno basso-proletario, che più che il caso in sé e dunque l'astuzia del nostro nuovo e risorto Sherlock, rilevante sia il suo charme e la sua sublime sensualità da vero latin-lover, ecco il nostro poliziesco moderno; se poi particolarmente cupo e dalla dubbia moralità tanto più avremo un sotto genere ascrivibile a ciò che chiameremo noir.

È chiaro: non funziona così. Anzi gli intenti dei due americani, Hammett e Chandler, sono strepitosi e geniali, nonché frutto di un giusto compromesso tra conoscenza letteraria ed esperienze di vita (Hammett era davvero un investigatore privato, Chandler era davvero un alcolizzato. Pessima battuta, chiedo scusa errore mio).

Ma quindi dove sta il problema?

Capitolo 4: Il Problema

Diciamo essere Hammett mentore di Chandler. Diciamo essere Chandler mentore di tutti gli altri dopo di lui. Chandler crea un prototipo di investigatore privato, di soggetto. Philippe Marlowe come caposaldo. Crea il genere. Il genere ha fortuna. Talmente calamitico che anche la peggiore delle peggiori rappresentazioni vi assicuro non riuscirà ad annoiarci più di tanto, quanto meno se l'autore è abbastanza furbo da perseguire almeno tre paletti essenziali: azione, sangue, sesso.

Il problema sono proprio quei tutti-gli-altri-dopo-di-lui. Da Chandler ad oggi a zonzo per il mondo, a mo' di carica dei 101 uno dopo l'altro vediamo riprodursi gli imitatori dell'ormai Sacro Graal del poliziesco. Imitatori che, prima lettori, poi ammiratori, infine veneratori, seguono quel mantra diciamo virgiliano di emulare ma soprattutto superare.

Ma quando mai. NO! Assolutamente no! Emulare quello si, con scarsi risultati quasi sempre, e poi dissimulare e dissimulare. Così, per non far sembrare troppo palese la riproduzione, dal confine labilissimo al plagio, andrò ad occultare il tutto dando una caratteristica peculiare al mio investigatore. Oltre a ciò otterrò non solo un signor personaggio, ma anche qualche centinaio di pubblicazioni, con il conseguente all-inclusive adattamento cinematografico. Nel nostro caso al 99% di produzione RAI. Allora pronti! troviamo in pole-position quello fissato con il cibo, quello che parla con i morti o il sacco da boxe, quello che va in giro senza mutande e così via. Quando poi il tratto distintivo è la fissa per un buon sigaro di fronte al mare, direi che anche questo unico sforzo richiesto non sia stato dei migliori.

Giallisti che ora possono considerarsi degni eredi del loro maestro, se potessero vassalli. Tutti con il proprio romanzetto pubblicato, accanto magari alla raccolta meridiani di Chandler pronta per l'uso (qui essendo campo d'intimità pericoloso e delicato non mi addentrerei più di tanto. Lascerò intendere).

Capitolo 5: Si salvi chi può c'è un eretico, un infedele

Per onestà intellettuale (questa volta per davvero) bisogna ammettere che se i figli di Hammett-Chandler si riproducono come conigli tra i romanzi, è doveroso non dimenticare tutti gli adattamenti cinematografici e ovviamente gli originalissimi del genere, anche questi, com'è ovvio, dal coito molto facile.

The Naked Gun

Ad un certo punto della storia così, arriva lui. In parte a smascherare i furbi, in parte a salvarci; vero erede di Hammett e Chandler. Camicia azzurrina, giacca grigio scuro in tinta col pantalone e cravatta rossastra. Sguardo duro e severo da vero conservatore americano. Auto troppo grossa e troppo berlina come America comanda. Sono gli anni 80, quasi 90. Arriva non con una, non con due, ma ben tre pallottole pronte a fare secco qualsiasi buon giallista di mestiere. Arriva sul grande schermo nell'ormai cult (si può definire cult?) "Una pallottola spuntata" 1, 2 ½ e 33 ⅓. Arriva disinvolto con una certa nonchalance. Il suo nome? Frank Drebin della squadra di polizia.

Con gag demenziali, con un grottesco-surreale, sventra tutte le impalcature e i luoghi comuni del genere: la femme-fatale super sexy che inciampa sulle scale rotolando giù per tutta la tromba; Frank Drebin come scuola comanda, cinico, disilluso, romantico ma goffo, totalmente privo di logica ed egocentricamente ingenuo. Crolla il mito del dolore, del fallimento nell'arma, della caduta nelle dipendenze, del cattivo spietato. Tutto annientato dal riso demenziale e spiccio.

È ciò che serviva. Per fare qualcosa di serio, serve innovazione. Il giallo pedante, che tanto-tanto si prende sul serio, viene così messo da parte per qualche ora, concedendoci una boccata d'aria fresca.

Sul remake (sì nel 2025 è uscito un remake della Pallottola Spuntata) non mi esprimo. Il mio disprezzo nei suoi confronti è dettato forse più che dalla scarsa qualità del prodotto, da un'ollyana nostalgia verso l'originale.

Consiglio da appassionato camuffato a Prologo: Dove vederlo?

Apro qui una parentesi che riguarda in parte Una Pallottola Spuntata ma che di fatto riguarda un po' tutti i film e non solo. Ne approfitto insomma per dire la mia riguardo i cosiddetti siti pirat* di cui si è tanto discusso ultimamente.

Ci sono alcune piattaforme "legali" che, in cambio di soldi e il conseguente abbonamento, mi offrono una vasta scelta di film, serie TV, documentari, da poter consumare su dispositivi elettronici, lungo l'intera durata del mio abbonamento. Mi vendono insomma per qualche mese un prodotto che concretamente prodotto non è. Non dimentichiamo, fra le altre cose, la spietata tendenza di queste piattaforme nel distruggere la concorrenza e dunque ad alzare i prezzi non appena possibile, peggiorando oltre misura anche il "prodotto". Si dovrà pur fare economia, no?

Direte voi di metodi ce ne sarebbero altri ancora. Vero. Uno su tutti comprare il prodotto effettivo o noleggiarlo; i DVD ad esempio. Certo quei DVD che i nuovi computer non leggono e i cui lettori non sono in grado di connettersi alle moderne TV obbligatorie. Scopro oggi da amici essere uno degli ultimi baluardi in questo ambito la PS. Beh capirete bene che vedere i film diventa non solo complicato, ma persino fortemente dispendioso.

Tornando quindi alla più democratica piattaforma e tralasciando poi il "menu" disperante di queste, ridotto e scadente, credo che una sana e buona dose di streaming su sito pirat* non faccia poi così male. Tra le innumerevoli tette macroscopiche, pubblicità con sette X rosse che il vostro telefono inizia a combattere come l'ultimo dei samurai circondato dai nemici, le Anne-Marie-Giulie-Camille a meno di un chilometro da te, che con una discreta dose di love bombing, non vedono l'ora di scopare, vi consiglio ivi di godervi le tre Pallottole Spuntate.

Occhi di donna

Devo ammetterlo: questa mia posizione è non poco plasmata da un fastidioso capriccio. Poi se non si fosse capito la mia è in verità solo ironia. Quindi se avete letto questo disgraziato articolo dimenticate. Fate i bravi. Anzi i bravissimi!!

Con affetto e sguardo SGRUNT! il vostro TDV