Da fan dell'Hip Hop, ho sempre amato Neffa e come tanti altri, sono ho sempre apprezzato gli immortali "Neffa e i messaggeri della dopa e SxM", dischi sempre di riferimento per il panorama Hip Hop. Date queste conoscenze sulla sua discografia, ho ascoltato la nuova uscita "Canerandagio parte 1" non con troppo stupore: il ritorno, in parte nostalgico, di un rap un po' fuori dal tempo, con produzioni sempre nuove e idee originali.
Nei tempi successivi mi capitò di ascoltare diversi pezzi sporadicamente, sentendo un Neffa completamente diverso da quello che già conoscevo. La particolarità consisteva nella poliedricità dei pezzi: dal soul, al funk, a canzoni in napoletano.
In occasione dell'uscita della seconda parte del suo ultimo disco, "Canerandagio Parte 2", ho così deciso di riascoltarmi la sua intera discografia: l'obbiettivo era capire che genere facesse, se il rap fosse un accidente o una rinuncia, o se i generi si mischiassero, e quale fosse il loro ruolo.
Ciò che ho piacevolmente scoperto è un vero e proprio percorso musicale, costituito da repentini cambiamenti con aperture verso nuovi generi (come "Arrivi e Partenze" dopo "107 Elementi") e produzioni che appaiono quasi come aliene rispetto al resto della discografia (come "AmarAmmore").
Un'espressione continua attraverso diversi generi e chiari periodi musicali. Ora, non mi dilungherò con tendenziose analisi dei dischi e dei motivi che hanno spinto ogni cambiamento: lascio al lettore l'ascolto e il giudizio, ma credo che, a prescindere dalle diverse interpretazioni, si possa fare una riflessione più generale sul rapporto che un 'artista (in questo caso musicale) può avere con ciò che produce.
La capacità di esprimere di un 'artista è insita in ciò che riesce a rappresentare: può dare un significato alla musica per dare voce a un determinato tipo di realtà, più o meno ampia, più o meno astratta. Si può trattare infatti sia di una specifica cultura, che di un gruppo di persone o un luogo; in ogni caso, sussiste sempre un rapporto molto stretto tra l'artista e il suo pubblico, rapporto che crea una doppia identificazione: l'artista con il pubblico (o una cultura) e viceversa.
Ora, nonostante le capacità espressive di questa tipologia espressiva, basata sulla capacità di riuscire a parlare della gente, essa crea una serie di limitazioni strutturali dovute alla modalità di rappresentazione. Spesso capita infatti che ogni elemento comunicato dall'artista finisca per incanalarsi entro uno specifico canone, creato dal pubblico, il quale pretende che l'artista vada a toccare le medesime corde che ha toccato in precedenza, che non vada troppo oltre.
Mi pare infatti che oggi il mercato musicale si costituisca non tanto come un "luogo" con diversi soggetti che decidono di esprimersi e con una controparte di pubblico che recepisce e interiorizza, quanto più un settore nel quale è necessario mettere in prima istanza le esigenze del pubblico, per poi inserirsi nel miglior spiraglio possibile di mercato. Con ciò non voglio criticare il funzionamento del sistema musicale in generale, o per lo meno non in questa sede. Ma credo che, proprio analizzando la discografia di Neffa, si possa evincere l'esistenza di un 'altro modo di intendere il "fare musica".
La musica può configurarsi come strumento. Può rendersi tale dal momento che è realizzata senza l'obiettivo di portare avanti un concetto o soddisfare un pubblico, ma per esprimere semplicemente lo stato d'animo dell'autore. In tal senso si configura come un modo per liberarsi, liberazione concretizzata sotto forma di suoni.
E la differenza sussiste non tanto nel risultato, ma nel modo: questo tipo di espressività gode di una indipendenza e personalità inedita rispetto a quella rappresentativa.
Questa libertà permette a Neffa di creare un lungo percorso espressivo e di tornare dopo 30 anni a fare Hip Hop, in un modo del tutto personale e totalmente inattuale. Ma proprio questa caratteristica permette di godere di un contenuto certamente meno appagante al momento, ma con una forte personalità e profondità, insita nei modi più che nei contenuti.